Croazia continentale – Estate 2015

Dopo due anni passati in Croazia, io e la mia compagna, volevamo cambiare meta. Non so. Avevamo pensato al Montenegro, avevamo pensato anche a tornare in Grecia ad un certo punto. Poi, l’idea finale. Viaggiando in rete scoviamo un traghetto della Blue Line che da Ancona ci porta a Spalato con macchina e cabina ad un prezzo molto conveniente, quindi che fai? Non torni per il terzo anno in Croazia? Ovvio che sì. Ma questa volta, dopo la bellissima Dubrovnik e l’isola di Hvar, programmiamo il nostro itinerario nella Croazia continentale :

itinerario croazia continentale

Tutti gli spostamenti si sono svolti in macchina, per la somma gioia della mia compagna. Le tappe che abbiamo fatto sono state queste :

2 giorni a Spalato

2 giorni a Sibenik

5 giorni a Zara.

L’idea, in realtà, era quella di porci come limite Capo Nord in Norvegia, ma poi un pò di buon senso, ci ha fatti desistere da quest’impresa folle….

Quindi il nostro punto di partenza in Italia è stato il porto di Ancona.

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Appena siamo sbarcati in Croazia, a darci il benvenuto, c’era Radio Marija…..No sul serio. Non è bastato attraversare l’Adriatico per sbarazzarcene!

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Ad ogni modo, non ci perdiamo d’animo e ci spostiamo immediatamente verso la località di Klis.

KLIS

Per chi conosce il Trono di Spade, probabilmente, non sto parlando di una località sconosciuta. Infatti il paese di Klis non è altro che lo scenario di “Meereen”. Ma forse qualche foto vi aiuterà a ricordare di cosa sto parlando :

Riconosciuta? Bene.

In ogni caso la fortezza di Klis è comunque un bel luogo da visitare, che si conosca o meno la storia del Trono di Spade. Sia perchè dal castello si può godere di un bellissimo panorama sulla città di Spalato, e sia perchè la fortezza è conservata ancora molto bene. Noi all’interno abbiamo trovato anche una piccola esposizione di armi ed armature d’epoca che, approfittando della scarsa affluenza dei turisti (erano le 9 del mattino), ho potuto anche provare felice come un bambino che infila le mani nella cioccolata.

SPALATO

Fatto ciò, torniamo a Spalato ed andiamo a sistemarci in un appartamento vicino al centro. Posiamo le valigie ed andiamo in giro per Spalato per scoprire la città.

La prima cosa che notiamo è il Palazzo di Diocleziano (la terza foto). Un palazzo d’epoca romana, molto ben conservato, dentro al quale è allestito un vero e proprio micromondo, fatto di ristoranti, dove si mangia benissimo e a costi contenuti, localini, bar, negozi di souvenir, insomma ci troverete un pò di tutto.

Altro simpatico personaggio è Grgur Ninski (foto al centro), di cui parlano un gran bene in paese. Soprattutto sulle potenzialità del suo pollicione del piede. Noi, ovviamente, ci siamo uniti alla massa e l’abbiamo accarezzato avidamente, sai mai che non ci esca fuori un 6 al Superenalotto appena si torna in Italia.

L’ultima attrazione che ci è molto piaciuta è stata la lunga camminata sul lungomare. Molto carina. Ogni sera al centro della stessa si allestiva un piccolo palco con spettacoli di vario genere.

Davvero una bella città.

Per quanto riguarda le spiagge invece…Beh si può trovare di meglio in Croazia. Le stesse si raggiungono con vari bus che si trovano alla fermata proprio al termine del lungomare. Ma la loro frequenza non è il massimo ed una volta ci siamo ritrovati ad aspettare un bel pò sotto la fermata, al sole cocente, prima che arrivasse.

TROGIR

La nostra seconda sera in Croazia, l’abbiamo passata a Trogir. Simpatica cittadina, patrimonio dell’UNESCO, dalla tipica forma a “tomba” che fa da ponte tra la Croazia continentale e l’isola di Ciovo. Il paesino è piccolo, ma vi troverete anche qui parecchi locali sul lungomare e ristorantini molto caratteristici dove cenare.

PRIMOSTEN

Prima di arrivare alla nostra seconda meta, ovvero Sibenik, ci siamo fermati per una giornata nella località di Primosten. E credetemi, ne vale davvero la pena. Uno dei mari più belli visti sino ad ora in Croazia. Acqua cristallina, spiaggia pulitissima e di ciottoli bianchi, spazio per chiunque ed una pineta alle spalle dove pranzare all’ombra. Insomma, tutto ciò che si può desiderare per una bella giornata di mare.

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Spiaggia di Primosten

SIBENIK + KRKA

Arrivati a Sibenik, scopriamo, a malincuore, di aver preso un appartamento vicino sì al centro, ma che, purtroppo, è all’interno di una palazzina. Così facendo ci ritroviamo a perdere un pò di verve. Anche perchè Sibenik non ha spiagge e non sembra proprio una cittadina turistica. Noi l’abbiamo scelta per un motivo ben preciso però. Innanzitutto avevamo sentito parlare bene del suo centro storico. Ed effettivamente è carino, ma niente di trascendentale. Inoltre, avevamo deciso di dedicare una giornata intera alla visita delle cascate di Krka. E lì non ci siamo minimamente pentiti.

La visita al Parco Nazionale di Krka è stata un’esperienza unica. Per entrare al parco abbiamo preso l’ingresso più suggestivo, quello tramite battello, che nel giro di una quarantina di minuti ci ha portati lì. Quando siamo arrivati, davanti ai nostri occhi si è parato uno scenario stupendo. Delle cascate meravigliose che sfociavano in una sorta di lago, dove tantissime persone stavano facendo il bagno in un acqua dal color verde smeraldo, invitante a dir poco. Il Parco non consta delle sole cascate, ma anche di una lunga camminata tutt’intorno all’attrazione principale, che vi permetterà di fare delle foto meravigliose. Nel Parco sono presenti anche ristoranti e chioschi per mangiare e bere. I prezzi sono ovviamente più alti rispetto alla media croata, ma comunque accessibili per noi italiani.

VODICE

Lasciata Krka (a malincuore!) abbiamo deciso di visitare la cittadina di Vodice, a pochi chilometri da Sibenik. Qui abbiamo potuto assaggiare della buonissima carne alla griglia (rarità in un paese dove si cucina prevalentemente pesce) nel centro storico della cittadina. Reso ancora più suggestivo, bisogna dirlo, dalla mancanza di corrente. Infatti quando siamo arrivati, abbiamo notato una cittadina intrisa nella penombra con molti locali costretti ad attaccare il gruppo elettrogeno per andare avanti. Devo dire che le cittadine turistiche, che si affacciano sul mare, croate, non deludono le aspettative. Tutte molto carine e caratteristiche.

MURTER

Lasciata Sibenik ci siamo diretti verso Zadar (o Zara in italiano). Ma prima abbiamo fatto la nostra consueta sosta sulla penisola di Murter, per un bel bagno. Anche qui, acqua cristallina, servizi, poca spiaggia, ma scogli agevoli per adulti e bambini. Qui l’acqua era decisamente un pò più fredda rispetto alle altre località, ma comunque niente a che vedere con la tanto decantata “acqua fredda della Croazia” di cui tutti sembrano aver paura qui in Italia 😀

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Spiaggia sulla penisola di Murter

ZARA + PAG

Arriviamo quindi a Zara. Anche qui ci accorgiamo, troppo tardi purtroppo, di aver scelto un appartamento, anche questo molto comodo per il centro, ma lontano da ogni luogo balneare della cittadina. Non che Zara ne avesse tanti, ed infatti, sin da subito decidiamo di spostarci per raggiungere località balneari degne di nota.

La nostra prima destinazione è l’isola di Pag. La spiaggia di Zrce per la precisione. Arrivare lì non è stato semplice. Una strada brutta e molto, molto lunga (Pag non è affatto così vicino a Zara come pensavamo) con paesaggi aridi e desolati. Dopo un lungo tragitto arriviamo in una spiaggia dalla frequentazione a dir poco povera di neuroni. Gente che si era svegliata come un gambero dopo aver dormito tutta la notte sulla spiaggia ed essere rimasta lì incosciente, ed altri personaggi dalla dubbia moralità. Anche la spiaggia non è granchè, ed il paesaggio che ci si para di fronte è molto desolato. Sulla spiaggia ci sono però molte discoteche e giochi d’acqua che potrebbero rendere felici gli amanti del genere.

Appena arrivati mi hanno dotato di mazzola ed ombrellone, ad una modica cifra, e ci siamo dovuti piantare il nostro ombrellone da soli. La spiaggia era molto grande, quindi c’era molto spazio per posizionarci. Anche l’acqua era molto pulita, ma la giornata non era delle migliori in quanto dei nuvoloni neri si stagliavano in cielo molto minacciosi. Così siamo andati via presto e questo non mi permette di giudicare il luogo con accuratezza.

In ogni caso, ad una prima impressione, è sicuramente un luogo per uno specifico tipo di persone, anche se non mancavano le famiglie con bimbi al seguito.

Di sera, la visita alla cittadina di Zara ci lascia piacevolmente sorpresi. Anche Zara ha un bel lungomare, ed il suo “organo marino” ci ha cullati in riva al mare durante le notti passate nel paesino croato.

PARCO NAZIONALE DI TELASCICA/ISOLE KORNATI

In una delle sere passate a passeggiare sul lungomare della città croata, ci imbattiamo in una di quelle compagnie che fanno gite turistiche nelle isole di fronte alla costa. Tra queste decidiamo di visitare le isole Kornati, e l’idea si rivelerà azzeccata, oltre che esilarante.

Si perchè i croati sono un popolo sicuramente cordiale, ma abbiamo scoperto, anche un pò rigidi e poco tolleranti, soprattutto verso gli italiani. Le nostre vicissitudini partono nel porto di Zara, dove una coppia di italiani, come noi, di cui non dirò il nome per la privacy, decide di far innervosire il capitano della barca (battezzata Kod Barba, non dimenticate questo nome se vi troverete nei paraggi), arrivando al molo con estremo ritardo e facendo ritornare la barca in porto giusto per prendere loro. Ora. Fortuna vuole che accanto a noi ci siano due posti, e che siamo italiani proprio come loro, ma anche che siamo due italiani che parlano inglese, mentre loro no. Alla fine il caso umano ci viene accollato dallo stesso capitano della barca, e da qui si va verso quello che si presenterà come l’escursione più esilarante e ricca di disavventure che io abbia mai vissuto.

Il capitano della barca, a colazione, ci porta un bel grappino con wafers. Beh dai! Chi non ha mai fatto colazione con grappino e wafers su! Cosa da tutti i giorni no!? Teniamo botta ed andiamo avanti. Facciamo conoscenza con i due italiani, e scopriamo che sono campani, proprio come noi. Ma le cose in comune, ringraziando il cielo, finiranno qui.

Durante il viaggio, viene chiamato un rappresentante per tavolo per discutere del viaggio e dei tempi, stretti, che avremmo dovuto rispettare nei vari luoghi. Sull’isola potremmo fare un bagno in un lago salato, molto caldo, e potremmo fare un bel tuffo da una scogliera a strapiombo sull’Adriatico. Perfetto. Ma prima c’è il pranzo. Questo sarà un dettaglio non da poco. Noi mangeremo prima e poi scenderemo sull’isola, mentre un secondo gruppo tornerà mezz’ora prima e mangerà dopo.

Il capitano della barca quando scendiamo sull’isola ci intima di essere puntuali, ovvero, di arrivare preciso alle 15.00 e non prima, in quanto se fossimo arrivati nel momento in cui il secondo gruppo stava ancora mangiando, ci avrebbe fatto aspettare giù al sole. Bene. Io e la mia compagna scendiamo e decidiamo di dirigerci direttamente verso lo strapiombo sull’Adriatico. Lo spettacolo selvaggio che ci accoglie è stupendo….Ma mentre siamo in procinto di andare a goderci il lago salato caldo al centro dell’isola, i nostri due compagni di avventura arrivano anche loro allo strapiombo. In realtà ci informano che c’è una via molto più lunga e tortuosa per arrivare allo strapiombo e che invece di seguire le indicazioni più semplici (beh si trattava sempre di capire l’inglese) hanno fatto un giro di tipo 45 minuti. Stravolti decidono però di unirsi a noi, quindi ci fermiamo lì un altro pò. Mentre il maschio alfa della coppia appena conosciuta, intraprende una sorta di duello a chi salta più in alto dalla scogliera, con una ragazzina belga….Il che è tutto dire….Io mi godo i fondali dell’Adriatico e la fauna marina, sicuramente molto più caratteristica di quella che si può godere nelle spiagge più vicine alla terraferma.

Dopo alcune peripezie, si sta facendo tardi e quindi decidiamo di avviarci verso il lago salato caldo per poterci godere un pur breve bagno. I nostri due compagni però, nell’iter di ritorno, decidono di perdere tempo in ogni modo possibile, noi aspettiamo, per gentilezza, ma quando arriviamo alla banchina del molo dove ci dovrebbe aspettare la barca, precisamente alle 15:08, la Kod Barba in realtà è partita. Lasciandoci lì.

I primi attimi di panico, lasciano spazio ad un pacato ottimismo quando riusciamo a contattare un’altra barca che ci avrebbe portato a Biograd e poi da lì con un autobus, avremmo potuto raggiungere Zara. Le guide del parco però, per fortuna, organizzando un gommone d’emergenza, riescono a traghettarci sin sulla nostra barca che intanto si era fermata ad aspettarci in mezzo al mare (immaginate la grandissima figura…..), mentre il nostro caro compagno di sventura cercava di farsi un selfie con il capitano del gommone (vi giuro che ha detto proprio così) per avere una testimonianze indelebile della sua disavventura (povera Italia….).

Alla fine riusciamo a tornare a Zara. Ma io credo che l’accaduto sia una cosa grave e da segnalare. Non si possono lasciare dei turisti in un parco naturale, senza fare un appello, una controverifica, senza aspettare almeno 10-15 minuti rispetto all’orario stabilito, perchè la barca per essere già in mezzo al mare alle 15.08, alle 15.00 sarà partita, senza aspettare un minuto in più, proprio alla chi c’è c’è….Una cosa assolutamente sbagliata a mio modo di vedere, perchè noi avremmo potuto avere un qualsiasi contrattempo, anche grave, sull’isola e ci avrebbero lasciati lì a morire, nel caso. Davvero una scarsissima serietà.

NIN + VIR + BIOGRAD

Gli ultimi giorni nella Croazia continentale si sviluppano in un paio di giorni al mare, uno alla penisola di Vir (bel mare, ma spiaggia non un granchè), ed uno a Biograd (un paesino molto carino ed un mare pulito e ricco di attività per grandi e piccini).

Decidiamo di tornare a Spalato per riprendere il traghetto per l’Italia. Il viaggio è stato lungo ed anche molto stancante. Sulla via del ritorno ci fermiamo a fare un bagno sulla penisola di Ciovo (quella vicino Trogir) e troviamo un mare molto bello e rigenerante, peccato averlo scoperto così tardi. Scopriamo che Ciovo sarebbe un bel posto dove passare una settimana di vacanza sia per adulti che per ragazzi. Lo terremo presente.

Il nostro diario di viaggio termina qui.

In sintesi, posso dire che fare un viaggio con la macchina nella Croazia continentale è possibile. Le strade sono molto larghe e percorribili e le indicazioni buone. Abbiamo incontrato spesso dei lavori in corso, ma è simbolo di un paese in evoluzione che si appresta ad entrare in Europa (a livello monetario, abbandonando la Kuna) ed in chiara evoluzione. Ma attenzione! Scegliete bene le località e i luoghi dove soggiornare, perchè l’entroterra croato non è proprio il massimo in termini strutturali ed ambientali.

Al prossimo diario 😉

 

 

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